L’art. 2462 del C.C. cita:

“nella società a responsabilità limitata per le obbligazioni sociali risponde soltanto la società con il suo patrimonio”

Quindi una disposizione di assoluta chiarezza circa la natura della Srl rispetto alle snc (società di persone) nelle quali i soci rispondono delle obbligazioni sociali anche con il proprio patrimonio personale dopo, naturalmente, l’escussione del patrimonio sociale.

Ma è proprio così???

La Srl ha un modello di gestione da società di capitali al pari delle S.p.A. anche se, normalmente, sono di dimensioni più piccole perché è più ristretta la base societaria e le partecipazioni, con la quali si detengono le quote della società, hanno un contenuto più stringente per i rapporti tra i soci rispetto alle azioni che rappresentano le quote delle S.p.A.

Questo tipo di società è stata ideata proprio per mantenere la totale separazione del patrimonio destinato ad essere utilizzato nell’attività imprenditoriale, costituita attraverso l’apporto di più (oggi anche unico) soci, da quello personale dei soci partecipanti.

Con la sua costituzione, la società a responsabilità limitata (Srl), acquisisce la personalità giuridica che la rende soggetto giuridicamente capace di assumere diritti e doveri.

Naturalmente le azioni poste in essere dalla società come soggetto sono azioni esercitate da un proprio organo amministrativo, nominato dai soci, che le compie per conto.

Ma fino a che punto quest’organo può compiere azioni e quali responsabilità ricadono sulla società e/o su chi compie materialmente l’azione ???

Questa necessità di rintracciare sempre e comunque un responsabile per le azioni poste in essere è una necessità sempre più stringente ma la ragione non sta nella prospettiva di dover soddisfare tutti i creditori e le obbligazioni contratte perché tutte le attività imprenditoriali sono soggette al cosiddetto rischio d’impresa; la vera ragione sta nel fatto che vi è la necessità di scongiurare, di porre deterrenza ai fenomeni elusivi o fraudolenti che possano indurre a costituire una Srl al solo scopo di sottrarsi poi all’adempimento delle  proprie obbligazioni:

ecco che il Legislatore, a questo scopo, ha previsto diverse condizioni in cui le responsabilità vengono estese ai soci ed agli amministratori.

Per esempio, a norma dell’art. 2476 del codice civile è possibile affermare che la responsabilità dei soci in una Srl diviene solidale quando vi sia l’inosservanza dei doveri ad essi imposti dalla Legge e dall’Atto Costitutivo per l’amministrazione della società e quando intenzionalmente questi abbiamo deciso o autorizzato il compimento di atti dannosi per la società, i soci o i terzi.

Quindi, per dare una risposta alla domanda iniziale potremmo dire che:

La Srl è una società a responsabilità limitata fino a quando sono rispettate tutte le previsioni di legge, in termini di costituzione ed amministrazione della stessa.

Questo per quanto riguarda i soci!!!

E per quanto riguarda gli amministratori???

Per loro infatti le responsabilità sono ancora più estese e riconosciute e non solo in presenza di dolo, ma anche per colpa.

L’amministratore di una Srl., infatti, è responsabile civilmente verso la società, verso i singoli soci, verso creditori ed i terzi (ad esempio i dipendenti) amministrativamente e penalmente in caso di violazione delle norme di amministrazione, tenuta delle scritture contabili, sicurezza sul lavoro e privacy.

In tutti questi casi si parla di “mala-gestio”, ovvero della realizzazione di una cattiva gestione della società, che la espone a rischi finanziari, d’immagine e di sopravvivenza per i quali può essere promossa azione di responsabilità verso gli amministratori.

Pertanto è possibile affermare che l’amministratore di una S.r.l. è il soggetto maggiormente esposto ai rischi di estensione della responsabilità patrimoniale in diverse circostanze.

Oltre a dover compiere una gestione diligente, volta alla sopravvivenza dell’impresa, l’amministratore deve necessariamente rispettare tutte le procedure formali previste per il compimento degli atti di gestione della società, tenuta dei libri sociali e delle scritture contabili e verificare, prima di metterle in atto, anche la conformità alla Legge delle decisioni dei soci, poiché nella sua posizione dirigenziale, l’adempimento al dovere nel rispettare le decisioni dei soci non farebbe venir meno la sua responsabilità.

Quindi l’amministratore deve necessariamente essere un esperto di diritto, un commercialista, un professionista del settore legale??!!??

E come può un amministratore adoperarsi per garantire il rispetto di queste condizioni, e, contestualmente, adoperarsi anche per il raggiungimento degli obiettivi d’impresa che, in definitiva, è lo scopo per cui la società è stata costituita???

E’ assolutamente impensabile che tutti gli amministratori di società siano dei giuristi o professionisti del settore legale, inoltre è assolutamente impensabile che l’amministratore possa da solo adempiere a tutte le necessità d’impresa.

Per sopperire a queste necessità

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